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 Forza d'Agrò paese medievale a due passi da Taormina e l'Etna. Ricco di arte, storia e cultura, panorami mozzafiato. Famoso per aver accolto i cast di molti film.


Escursioni

Man mano che ci si allontana dal luogo abitato, il paesaggio diviene sempre più impervio e boscoso. Qua e là si scorgono vecchi casali e palmenti abbandonati. Gli agenti atmosferici e la mano dell’uomo antico hanno ricavato in maestose rocce rifugi per gli uomini e per i loro animali, piccoli ambienti usati anche come eremitaggi. Questi sono visibili ai piedi delle rocche Scala, presso la contrada Rizzo, ed ai confini di Gallodoro, presso il serro S. Anna ed il verde bosco di Margi.I panorami che si ammirano dalle alture di Forza d’Agrò sono vari ed incantevoli, ma il maggior fascino consiste in certi ambienti ancora pastorali e primordiali.

Vecchio Casolare in contrada Rizzo

Per rendersi conto dell’incanto e della seduzione che la campagna forzese diffonde, basta recarsi a Santoleo ove il pastore offre ancora alle sue pecore l’opportunità di pascolare. Risalendo questa parte montuosa del territorio di Forza d’Agrò, percorrendo i vecchi sentieri od il moderno tracciato carrozzabile in terra battuta, si perviene sull’altopiano di "Santoleo", affascinante per il paesaggio quasi lunare che, nel periodo estivo, appare all’occhio del visitatore.

Scendendo giù dal Vignale, percorrendo una strada sterrata carrozzabile pianeggiante e sinuosa, dopo avere superato la "fontana del Canale", si perviene in contrada Casale. Qui rimangono tuttora "segni" di un antico passato. Primi fra tutti i muri perimetrali, in pietre e terra, della piccola chiesa di San Michele, semplice e modesta, in piena armonia con il paesaggio che la circonda.

Nell’antica località del Casale, ricca di ulivi, mandorli e querce, rimangono ancora le tracce di una vita agricola che dovette essere intensa. Tra queste un’aia ed un primitivo palmento scavato in un unico grande blocco di roccia arenaria.

Forse sono stati i Greci a dare la denominazione "Scifì" alla località oggi frazione di Forza d’Agrò. Il termine "scifus" é infatti greco ed ha il significato di tazza, cioè "coppa, vaso da bere" ed in effetti la contrada ha proprio la conformazione di una conca. La posizione del piccolo centro, a metà collina, permette ai residenti di dedicarsi all’agricoltura con competenza e passione. I terreni, tenuti puliti, curati ed accessibili grazie alle strade carrozzabili, sono coltivati ad agrumi, ulivi, vigne e frutta.

La scoperta a Scifì di alcuni resti archeologici, ha fatto supporre che il Tempio d’Agrò sorgesse una volta sulla riva destra della Fiumara, e non dove ora si può ammirare. Gli scavi hanno però individuato in tali resti una "fattoria" d’epoca romano-imperiale.

La costa appartenente al Comune di Forza d'Agrò è oggi di poche centinaia di metri. Essa si estende tra il Capo S. Alessio ed il Torrente Fondaco Parrino. Nel suo piccolo, però, il tratto di costa ha la giusta "varietà": esso comprende una scogliera, incantevole per le sue anse ed i suoi scogli raggiungibili saltellandovi oppure esplorandoli con una barca, ed un'ampia spiaggia pulita e splendente sotto i raggi del sole.

Risalendo direttamente da Forza d'Agrò oppure tramite la strada provinciale per Gallodoro, si attraversano i verdi boschi della contrada Margi, ove il sole penetra con difficoltà ed anche nelle estati calde la sensazione del refrigerio é netta. Più avanti si arriva in località S. Anna, maestoso altopiano. Attorno a vari cocuzzoli si estendono piccole pianure circondate da grandi rocce dalle forme caratteristiche, che naturalmente emergono dal terreno coltivato a seminativo. Forse gruppi di uomini hanno scelto questo sito protetto per viverci o come luogo di culto o semplicemente per custodire, come si fa ancora oggi, il loro gregge.


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